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La curcuma

Lo "zafferano delle Indie", una polvere dalle mille proprietà!

La curcuma è una pianta della famiglia delle Zingiberaceae originaria del Sud-Est asiatico, la cui storia risale al 1900 a.C, quando iniziò ad essere utilizzata dagli indiani e da altre popolazioni.

La parte utilizzata in campo alimentare e fitoterapico è il tubero, un fusto sotterraneo di dimensioni rilevanti, il quale viene pulito, bollito, essiccato e macinato, per dar luogo alla polvere. Il nome più diffuso per questa preparazione è rizoma turmerico, che prende anche il nome di “zafferano delle Indie”.

Esistono oltre cento specie di curcuma, ma quelle di effettivo interesse economico e farmaceutico sono un numero molto inferiore. Oltre ai curcuminoidi, si ritrovano amidi, zuccheri, proteine, resine, fibre ed olio essenziale, ampiamente estratto ed utilizzato anche nell’ambito della profumeria.

Le preparazioni a base di rizoma turmerico presentano una diversa concentrazione di principio attivo a seconda del livello di titolazione in curcumina, composto polifenolico che dà la caratteristica colorazione gialla ai rizomi, i quali oggi sono utilizzati come coloranti alimentari atossici e stabili al calore, con la sigla E100.

Oggetto di numerosi studi ed approfondimenti scientifici, la Curcuma trova applicazione nel trattamento di varie malattie infiammatorie intestinali e non, epatopatie, sindrome del colon irritabile, e molte altre.

I suoi effetti possono essere riassunti come coleretico-colagogo, anti-fibrotico, epatoprotettivo, antiinfiammatorio, antitumorale, antiossidante ed antiflogistico.

1. Effetto coleretico - colagogo


Tra le proprietà più note si hanno quelle coleretiche – colagoghe, che favoriscono la produzione di bile ed il suo deflusso verso l’intestino, andando quindi a migliorare la salute epatica.

La Curcuma va a prevenire la colelitiasi in quanto incrementa l’escrezione di sali biliari, colesterolo (contribuendo quindi ad eliminarne gli eccessi), coniugati glucoronati e bilirubina, aumentando così la solubilità biliare e facilitando la digestione di pasti abbondanti e ricchi di grassi.

Proprio a causa della nota attività coleretica e colagoga della curcuma, è richiesta prudenza nel suo utilizzo in caso di calcoli alla cistifellea, in quanto l’uso della spezia andrebbe ad aumentare e fluidificare la secrezione biliare, o in caso di occlusione, anche parziale, dei dotti escretori.


2. Azione contro la degenerazione fibrotica epatica

E’ riportato in letteratura che la curcumina è in grado di inibire la sintesi di collagene da parte delle cellule stellate epatiche, sia in vitro che in vivo, andando ad attenuare la fibrosi epatica.

3. Azione epatoprotettiva ed antinfiammatoria

L’effetto epatoprotettivo deriva principalmente dalle attività antiossidanti della curcumina, e dalla capacità di ridurre la formazione di citochine pro infiammatorie come TNF alfa, IL-1, IL-6 ed IL-8.

Vari studi hanno confermato tale azione epatoprotettiva mostrando una riduzione delle transaminasi, della LDH ed un aumento della produzione di bile.

La curcumina è in grado di conferire un marcato effetto antinfiammatorio con assenza di tossicità acuta ed ottima tollerabilità.

4. Effetto antitumorale

I vari stadi della progressione tumorale sono mediati da processi infiammatori: il potenziale antitumorale della curcuma si esplica proprio a livello della inibizione esercitata su mediatori infiammatori (NF-kB, COX, e citochine proinfiammatorie).

L’azione inibitoria si verifica sia a livello delle tappe iniziali, quali l’iniziazione e la promozione, ma anche a livello di quelle più tardive, quali l’angiogenesi (formazione di nuovi vasi).

Inoltre, è stata anche osservata una attività chemiosensibilizzante, in quanto questa va a rafforzare l’effetto dei farmaci, incrementando l’efficacia della chemioterapia in atto. Molti studi parlano infatti dell'interazione sinergica di farmaci naturali (come la curcuma, il resveratrolo e la epigallocatechina gallato) con i farmaci antiblastici o con i farmaci biologici.

5. Altre proprietà

Lo studio delle proprietà della curcumina ha aperto all’utilizzo contro una ampia varietà di malattie, che condividono il meccanismo infiammatorio come causa scatenante. In particolare, gli studi si sono estesi anche contro l’artrite reumatoide, malattia di natura infiammatoria.

E’ stata osservata attività della curcumina a livello della guarigione delle ferite, come cicatrizzante, come riepitelizzante della mucosa gastrica, contro l'infiammazione tipica del morbo di Chron, contro la psoriasi (venendo applicata direttamente sulla cute), ma anche nella prevenzione delle cardiopatie (in quanto protegge dall’accumulo di colesterolo nel sangue).

La tintura madre sembra avere inoltre un effetto ipotensivo, e questi dati trovano conferma in studi epidemiologici, che evidenziano una marcata riduzione dell’incidenza di malattie degenerative in India (dove si fa uso quotidiano di curcuma) rispetto alle altre parti del mondo.


La biodisponibilità

La bassa biodisponibilità della curcuma è dovuta alla sua struttura, che non la rende assorbibile a causa delle elevate dimensioni e la mancanza di trasportatori specifici. Lo scarso assorbimento, l’elevata eliminazione e sua la limitata biodisponibilità sistemica potrebbero essere di ostacolo al suo utilizzo, ma esistono tecnologie per migliorarne l'assorbimento.

E' stata sviluppata la tecnologia del “fitosoma”, con la quale la molecola di curcumina viene letteralmente circondata dalla fosfatidilcolina, che agisce come un carrier, conferendo al complesso solubilità, stabilità, buon assorbimento ed incremento di efficacia.

Questa non è però l’unica strategia adottata per aumentare la biodisponibilità della curcumina: la piperina ad esempio, principio attivo del pepe nero, ha la caratteristica di rallentare l’eliminazione della curcumina, ed aumentarne l’assorbimento, incrementando la biodisponibilità di più del 170%.

Ciò apre la strada all’utilizzo delle straordinarie azioni biologiche della curcuma, promuovendone l'introduzione in cucina donando da un lato sapore alle pietanze e contribuendo, dall’altro, al benessere generale del nostro corpo!

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