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Dieta chetogenica: strumenti base e quando applicarla

Per quali patologie ha senso impiegarla? ..E come gestire eventuali effetti collaterali della chetosi? Vediamolo nel dettaglio!


Per iniziare la dieta chetogenica è sempre meglio sfruttare alcuni accorgimenti, di modo da non dare uno stress troppo forte all'organismo, che spesso è abituato da anni ed anni a consumi eccessivi di carboidrati.


E allora, come preparare il corpo alla dieta chetogenica?

Si consiglia di iniziare con una breve fase di transizione di tre giorni, in cui si aumenta l’assunzione di grassi sani (aggiungere avocado, uova, olio e latte di cocco, frutta a guscio..), si riducono i carboidrati (iniziare ad evitare i primi piatti), e si iniziare a bere molta acqua (almeno due litri al dì).


Di base, si segue la giornata tipo che vi è stata indicata dal medico o nutrizionista. Bisogna tener presente che di solito si impiega un protocollo multifasico, dove si inizia ad entrare in chetosi in modo più ipocalorico e gradualmente si aumentano sia gli apporti che le dosi di carboidrati, fino a quando non si esce gradualmente dalla chetosi, impostando una dieta di mantenimento.

Il seguente menù base non è da intendersi come una dieta da seguire, ma ha puramente uno scopo illustrativo.


GIORNATA TIPO – MENU BASE


Colazione:

- una fonte proteica (uova, 50 gr di carni conservate come bacon, crudo, bresaola o speck oppure un frullato chetogenico a scelta)

- 25-50 g di frutta secca come pistacchi, noccioline, oppure burro di arachidi)

- 30 gr di grassi (formaggio grasso, burro, fiocchi di latte)

Metà mattina:

- 2 cucchiaini di burro di arachidi e sedano

Pranzo:

- 150-200 gr di fonte proteica (pesce come salmone selvaggio, trota, tonno, oppure carne come pollo o tacchino)

- 100-200 gr di verdura (a grammatura illimitata come fagiolini, rucola, asparagi, fughi, broccoli evitando invece carote piselli o patate)

- 25 g di grasso (olio evo, maionese, panna)

Metà pomeriggio:

- 30 gr di frutta secca

Cena:

- 150-200 gr di fonte proteica (pesce come salmone selvaggio, trota, tonno, oppure carne come hamburger, vitello, manzo, capretto )

- 100-200 gr di verdura (a grammatura illimitata come fagiolini, rucola, asparagi, fughi, broccoli evitando invece carote piselli o patate)

- 25 g di grasso (olio evo, maionese, panna)


Influenza chetogenica: rimedi.


Quando si tagliano nettamente gli zuccheri, e l’organismo deve adattarsi alla chetosi, possono verificarsi sintomi sono stanchezza, mal di testa, nausea e costipazione, testimoni del meccanismo di dipendenza da carboidrati che è stato normalmente protratto fino a questo momento.

I sintomi possono protrarsi per circa 1 settimana, ma intanto si possono usare rimedi naturali (da definire e discutere insieme caso per caso e tenendo conto del quadro globale), ad esempio:


Scarsa energia: Caffeina, erbe adattogene come ashwagandha, ginseng, astragalo, rhodiola, cordyceps. Sale marino.

Nausea: Olio essenziale di menta e zenzero

Attacchi di fame: Aumentare la dose di grassi energizzanti come avocado, noci, ortaggi, ghi, olio di cocco ed olio evo.

Confusione: Olio essenziale di rosmarino e attività fisica leggera

Stitichezza: Acqua, probiotici e magnesio

Alitosi: Probiotici, olio essenziale di menta


Una volta superata l’influenza chetogenica (anche se non sempre si instaura) si può capire se si è entrati in chetosi con 3 segnali:


  1. Calo di peso

  2. Maggior energia

  3. Soppressione appetito


Solo a questo punto può essere ripresa una attività fisica regolare, mentre nella fase iniziale è opportuno mantenere un esercizio fisico leggero-moderato.

In base ad eventuali disturbi che possano manifestarsi esistono precisi integratori (chetoni esogeni, proteine cheto-ottimizzate, collagene in polvere, integratori energizzanti, probiotici, adattogeni, spezie, ecc..);



Quali sono le patologie verso le quali può essere impiegata la dieta chetogenica?

Le problematiche di salute sono varie, e molte condividono alterazioni nel metabolismo dell'insulina e delle sue conseguenze.

  1. Epilessia

  2. Diabete Mellito di tipo 2 (DMT2)

  3. Patologie legate insulinoresistenza (ovaio policistico (PCOS), endometriosi, infertilità, acne)

  4. Ipotiroidismo

  5. Malattie autoimmuni

  6. Sclerosi Multipla, autismo

  7. Emicrania, cefalea

  8. Cancro

  9. Patologie infiammatorie reumatiche (artrite psoriasica, fibromialgia…)

  10. Cardiopatie


Per ciascuna di queste problematiche esistono protocolli di applicazione della dieta ben precisi, che devono essere messi in pratica dal professionista sanitario che vi segue nel percorso chetogenico. Evitate SEMPRE di addentrarvi in questa dieta da soli, ma informatevi e chiedete ai vostri riferimenti per la salute!

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